Il Kakebo è il libro dei conti di casa a cui i giapponesi affidano il proprio budget personale. In pratica è una specie di agenda in cui potrai registrare le entrate e le uscite ma soprattutto riflettere sulle tue abitudini di spesa, per imparare a risparmiare e a migliorare la gestione delle tue finanze.

Il libro della spese è sostanzialmente il libro dei conti di casa, a cui ricorrono i giapponesi. Ma, se ci pensiamo, era anche il metodo più usato dai nostri nonni e bisnonni per far quadrare i conti a fine mese. La novità è che, in un mondo 2.0, il Kakebo è un’invenzione cartacea. Scrivere nero su bianco, infatti, è un ottimo modo per organizzare il budget personale e familiare, tenendo sotto controllo entrate e uscite.

Un modo molto più efficace, e tangibile, per autodisciplinarsi. Una sorta di agenda, su cui segnare nel dettaglio tutte le spese, le entrate, le abitudini familiari, lo stile di vita e, soprattutto, le promesse di attenzione che porteranno, pare certamente, a un discreto risparmio di denaro. Insomma, il Kakebo è il libro delle promesse, dei buoni propositi e delle auto-lavate di capo.

Tenere un Kakebo evita lo stress da cattiva gestione finanziaria, sviluppa l’autodisciplina e la conoscenza di sé. I giapponesi lo considerano uno strumento che favorisce la tranquillità dell’anima e libera energie mentali.

Le spese, nel Kakebo, non sono tutte uguali. Prima di tutto, troviamo le spese fisse che consistono in canone d’affitto o rata del mutuo, bollette varie (telefono, luce, gas, Internet, ecc…).

Le altre uscite si suddividono in quattro categorie: spese di sopravvivenza (cibo, trasporto, salute), optional (tempo libero), cultura (che, per alcuni, potrebbe tranquillamente rientrare nella categoria sopravvivenza) e, infine, spese extra (emergenze, acquisto di un elettrodomestico…).

In questo modo, il Kakebo costringe ad accendere un faro sulla gestione delle spese, riportando in alto a un’ipotetica classifica quelle che sono le effettive priorità.

Seguici sui social: